La blogosfera araba: la nuova materia di studio

Pubblicato il da Cristiano Nesta

Sono 35mila i blog analizzati dal Berkman Center for Internet Society. Al-Jazeera, la BBC e Al-Arabiya i siti di news più seguiti. La questione palestinese è l'argomento politico più discusso. Con i bloggers che criticano in modo molto duro il terrorismo. Studiare l'impatto dei blog sulla democrazia nei paesi arabi e immaginare gli scenari futuri di una delle aree più "calde" del mondo. Questo l'obiettivo da cui è partito il Berkman Center for Internet Society dell'università di Harvard, un gruppo di studio che si occupa del legame tra internet e democrazia. I risultati sono stati pubblicati ieri in "Mapping the Arabic Blogosphere: Politics, Culture and Dissident". I paesi conivolti dalla ricerca sono il Marocco, la Tunisia, l'Algeria, l'Egitto, l'Arabia Saudita, il Kuwait, l'Iraq e la Siria. Gli studiosi di Harvard hanno identificato circa 35mila blog attivi. Tra questi sono circa 6mila i più frequentati. I bloggers arabi risultano essere nella maggior parte giovani e di sesso maschile. Il paese con la più alta concentrazione di donne blogger è l'Egitto.
Analizzando i link effettuati da ogni utente sul proprio blog, i ricercatori hanno identificato le testate d'informazione più seguite: su tutte Al-Jazeera, seguita dalla BBC e da Al-Arabiya. Molto cliccati anche YouTube, dove i giovani arabi preferiscono guardare video a sfondo politico e culturale, e Wikipedia sia nella versione araba che in quella inglese.
Molti blog sono in forma di diario ma quando i web-writers affrontano la politica restano legati agli argomenti del Paese di provenienza. L'unico tema trans-nazionale molto trattato è la questione palestinese e in particolare la situazione di Gaza. Migliaia i post sull'argomento durante il riavvampare del conflitto lo scorso dicembre.
Nei blog arabi si scrive molto anche di religione, trattata nella maggior parte dei casi da un punto di vista molto personale. Al centro dell'attenzione anche il tema dei diritti umani. Sul terrorismo i bloggers arabi si mostrano ipercritici e non mancano dure riflessioni sulla politica estera degli Stati Uniti d'America. L'esito dello studio ha permesso ai ricercatori americani di affermare che "come nel resto del mondo, anche nei Paesi arabi le comunicazioni basate su Internet offrono nuovi canali per l'espressione dei cittadini e contribuiscono a creare un contraltare all'informazione pubblica tradizionale". Una caratteristica che unisce l'oriente con l'Occidente. Un ponte online in grado di "smantellare molti stereotipi e, forse, di anticipare quel nuovo inizio auspicato da Barack Obama nelle relazioni tra mondo arabo e mondo occidentale", concludono i ricercatori.
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