Addio quotidiani !

Pubblicato il da Cristiano Nesta

Ha proprio ragione Alain Joannes, giornalista e scrittore francese, quando afferma che non può essere che in forte deperimento "una industria dei contenuti che non ha innovato pressoché niente in un secolo" a parte qualche dettaglio come la fotografia a colori. In effetti, i quotidiani di oggi non sono molto diversi da quelli del 1909.
Quello che sta accadendo alla stampa quotidiana su carta, secondo Joannes, è perfettamente logico.
In Francia, per esempio, i giornali stampati -che avevano fatto di tutto a suo tempo per impedire alla radio di diffondere informazioni- continuano per la loro gran maggioranza a trattare l'attualità come se i lettori non ne avessero già avuto conoscenza, la sera dalla TV e la mattina dalla radio.  Non c'è nessun motivo perché una persona paghi per una informazione che ha già avuto gratis. E sebbene si pensi, non è stato Google ad inventare l'informazione gratuita, bensì la radio e la televisione, che saccheggiano, non meno di Google, i contenuti originali prodotti dalla stampa scritta, che poi fa da tramite all'audiovisivo. Una parte della stampa scritta continua a voler vendere dei contenuti che in realtà non contengono più nessun valore aggiunto.

Jeff Jarvis, considerato un rivoluzionario per aver profetizzato la fine dei giornali di carta, se la starà ridendo sotto i baffi, commenta su Journalistiques.fr Alain Joannes, autore del libro ''Le journalisme à  l’ ère électroniqu''. Comunque, anche se la carta non sparirà mai completamente come supporto dell’ informazione, non passa giorno senza che qualche quotidiano annunci una riduzione della sua produzione di informazione su carta, fino ad arrivare – come succederà al venerabile Christian Science Monitor - a una migrazione totale sul web.





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